Inserito il 21 gennaio 2005 alle 18:27:00 da admin. IT - Dal territorio
Le risposte occupazionali e le attivitá per dare respiro ai bilanci dei Comuni. E all'orizzonte della nuova rotta formazione, tutela ambientale e sviluppo delle fonti energetiche altemative. A tracciarla è Angelo Vassallo riconfermato al timone del vascello comunitario. "Dopo cinque anni, si riparte ponendo alle spalle un'esperienza positiva ed improntata alla fattibilitá." Saldamente al timone del vascello comunitario Angelo Vassallo guarda avanti scrutando l'orizzonte e indicando le linee guida della rotta che ha giá tracciato sulle carte di navigazione. Alla ricerca di nuovi risultati.
"Fino ad oggi abbiamo lavorato per dare un'impronta diversa alla Comunitá Montana facendo in modo, prima d'ogni cosa, di riacquisire credibilitá verso l'opinione pubblica a favore di un Ente mal considerato. Un impegno che ci ha portato a stabilizzare i 150 operai che abbiamo nell'organico dando loro una certezza occupazionale. E rendendo meno incerto il futuro per delle giovani famiglie che costituiscono una risorsa indispensabile soprattutto per la montagna dove lo spopolamento avanza, inesorabile, di giorno in giorno." Eppure, rimettere le vele al vento non è stata operazione semplice. "Non é stata semplicissimo. Abbiamo perso dei mesi nelle trattative per formare una nuova maggioranza ed un nuovo organigramma, dove volevano confluire sia esponenti dell'Udeur che vicini alle posizioni di Lubritto, che non avevano mai collaborato a questa amministrazione. Abbiamo deciso di riproporre la vecchia alleanza Margherita- Ds con l'innesto di un gruppo misto che aveva dato segno di disponibilitá giá da tempo." Per continuare a mutuare un linguaggio marinaresco, é stato anche tempo di "sbarchi". "Quelli che non hanno dato segni di disponibilitá ad affrontare questa nuova esperienza, lo hanno fatto perché volevano solo approfíttare dell'occasione per avere qualche posto in giunta, qualche posto di potere. E noi abbiamo avuto il coraggio di metterli alla porta continuando in questa esperienza che andava riproposta soprattutto per i risultati che é riuscita ad ottenere in questi anni." Che cosa non salverebbe dell'esperienza passata? "Francamente non so. Quando si opera e ci si impegna nell'affrontare le problematiche che quotidianamente si presentano si puó anche fare qualche errore. Sarebbe molto piú negativo crogiolarsi nell'immobilismo." Cambiamo prospettiva allora, ed invertiamo la domanda. "Sintetizzando si puó dire che, come Ente montano, siamo intervenuti dove i Comuni non potevano farlo, sposando l'idea, della quale ultimamente si é convinto anche il relatore, che la Comunitá Montana é di fatto un'unione di Comuni. Soprattutto di Comuni disagiati, dove le risorse non sono tantissime. In questo senso abbiamo attivato un'azione politica improntata soprattutto sui servizi associati, liberando le risorse che prima venivano destinate dai Comuni a questi servizi e, di fatto, facendo respirare un po' anche i loro bilanci. E siamo convinti che occorre proseguire su questa strada, promuovendo attivitá ed opere che siano di interesse comunitario." Per esempio? "Solo per citarne qualcuno, la piscina comunitaria, di cui certo non puó farsi carico da solo un Comune, il canile, la manutenzione delle strade, la pulizia dei valloni, la pulizia delle spiagge. Ci stiamo confrontando con un ventaglio di servizi che prima non eravamo abituati a fare, e che oggi facciamo sollevando i Comuni da alcune incombenze che comportavano spese a loro carico." Crede che sia giunto il momento di pensare ad un nuovo sistema elettivo per le Comunitá Montane? "E' una discussione che stiamo portando avanti da un po' di tempo a questa parte con la Regione. C'é la forte necessitá di andare a modificare il sistema giuridico dell'elezione alla Comunitá Montana perché questo é ancora quello vecchio, che resisteva pure nei Comuni e che non ha dato buoni risultati. C'é l'esigenza di andare a prevedere anche per la Comunitá Montana l'elezione diretta del presidente e della maggioranza per consentire una maggiore stabilitá. Senza questa condizione é molto piú difficile assicurare un'azione governativa in grado di produrre dei risultati anche se, l'impegno costante rimane l'elemento alla base di ogni obiettivo che ci si pone nel percorso amministrativo." Pur non avendo, in alcuni casi, competenze specifiche, l'Ente non si é mai tirato indietro nell'affrontare le tematiche poste sul tavolo del confronto di settori come turismo ed agricoltura, tanto per citarne alcuni. "Abbiamo puntato molto su questo binomio. Per quanto riguarda la risorsa turismo, promuovendo la conoscenza dell'area intema, dei prodotti tipici, delle strutture agrituristiche presenti sul terntorio, c'é stato di riflesso una promozione del territorio nella sua globalitá, ponendo in risalto elementi di forte richiamo del mercato turistico. Dal punto di vista dell'attivitá agricola, inoltre, stiamo cercando anche di creare un modello di azienda agricola - che metta in condizione i giovani di poter restare sul territorio. Puntando sulla certezza dell'investimento economico, della convenienza a restare e investire in agricoltura. Se noi proponiamo un modello dove riusciamo a dimostrare che con un'azienda del genere si puó anche ottenere un reddito dignitoso sono convinto che si riuscirá ad erodere anche una fetta di disoccupazione. Guardi, noi abbiamo questo: il mare con il turismo e la pesca, e l'entroterra con l'agricoltura. Dobbiamo insistere fortemente sul recupero di questa nostra tradizione culturale con una forte connotazione rurale, contadina, ponendola sul piatto della bilancia di una richiesta del mercato delle vacanze che guarda con sempre maggiore interesse a prodotti di qualitá e percorsi enogastronomici." A proposito di qualitá, il mare e l'ambiente nel suo complesso vive momenti di sofferenza che impongono soluzioni a breve scadenza. "La tutela del mare é una prioritá e noi come Comunitá Montana, anche su questa questione, abbiamo detto la nostra suggerendo alla Regione Campania di andare a prevedere nell'erogazione dei fondi legati alla legge 51/78 la destinazione di una buona percentuale alla depurazione. In modo tale che i sindaci sono obbligati a spendere risorse per gli impianti fognari e depurativi. Oggi, purtroppo, si pecca sotto il profilo della sensibilitá. Si preferisce fare una piazza o lastricare una strada perché sono opere sotto gli occhi di tutti e nessuno pensa ad una fognatura o ad un depuratore che pochi vedono nonostante siano elementi indispensabili per poter continuare a fare una politica turistica legata fortemente alla qualitá dell'acqua di balneazione e alla qualitá dell'ambiente dove ci si muove. Come Comunitá Montana stiamo cercando anche di raccordarci e rapportarci con le esigenze dei Comuni costieri per risolvere qualche problema e sono convinto che nel giro di 4, 5 anni, certamente si migliorerá. Bisogna vedere, peró, in che percentuale si migliorerá." La sede comunitaria si prepara ad ospitare un nuovo elemento a supporto dell'attivitá agro-turistica. "Siamo impegnati nelle fasi di completamento, presso la sede comunitaria di Laureana Cilento, di un laboratorio di degustazione dei prodotti tipici e di trasformazione, puntando sulla formazione degli operatori agricoli nel processo di trattamento e trasformazione dei prodotti. Un corso permanente di formazione sulla trasformazione dei prodotti agricoli mettendo a disposizione tutte le competenze che in questi anni sono maturate. Un centro che sará a disposizione di tutte le aziende agricole, soprattutto quelle vitivinicole, anche in considerazione della presenza di questo progetto, promosso dalla comunitá montana, di un percorso enogastronomico legato alla Strada del Vino." Sole o vento: su quale di queste energie alternative sarebbe pronto a puntare per il futuro? "Sul sole. Ma i prossimi cinque anni ci vedrá impegnati come comunitá montana sulla realizzazione di qualche centrale sfruttando le biomasse. Le Comunitá Montane sono Enti predisposti per la realizzazione di questi impianti per la produzione di energia pulita derivanti da fonti rinnovabili, il protocollo di Kioto esige che l'Italia ne produca un certo quantitativo, e la Comunitá Montana si sta facendo promotrice di un progetto per la realizzazione di una piccola centrale a biomassa. C'é anche un altro progetto del Comune di Pollica che sará trasferito alla Comunitá Montana." Di cosa si tratta? "E' un progetto per la realizzazione di una centrale ad idrogeno che é l'energia piú pulita in assoluto. Un piccolo progetto che si puó adattare ad una piccola frazione come Galdo e sará il primo in Campania. Come Comunitá Montana ci confrontiamo anche su questa problematica, quella dell'energia, perché chi vive in un Parco, deve anche adoperasi per creare le condizioni perché si viva bene e non si inquini in modo irreversibile."
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